Interrogazione parlamentare PRYSMIAN

20140331_pryLUCIANO AGOSTINI, RICCIATTI LAURA. — Al Ministro dello Sviluppo economico — Per sapere – premesso che:

il Gruppo Prysmian è una realtà multinazionale che opera nel settore dei cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni. Il Gruppo vanta nel 2013 un fatturato di circa 7 miliardi di euro e una presenza in 50 paesi con 91 stabilimenti e circa 19.000 dipendenti, posizionandosi in particolare nella fascia di mercato a più elevato contenuto tecnologico;

nel settore dell’energia, il Gruppo Prysmian opera nel business dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi settori industriali e cavi di media e bassa tensione per le costruzioni edili e le infrastrutture, mentre per il settore delle telecomunicazioni produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività;

in Italia il Gruppo opera attraverso la società Prysmian Cavi e Sistemi Italia srl, con sede legale a Milano, in Viale Sarca 222;

Prysmian produce in Italia negli stabilimenti di Merlino (LO), Giovinazzo (BA), Pignataro Maggiore (CE), Livorno, Ascoli Piceno, Origgio (VA) e Quattordio (AL) cavi e accessori per la generazione, il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica; per il cablaggio di navi, per i sistemi di sollevamento, per treni e metropolitane; per le linee ferroviarie, per ascensori, per l’alimentazione e il controllo di impianti industriali, per le energie rinnovabili, come il fotovoltaico e l’eolico. Inoltre, Prysmian Italia è il centro di eccellenza per la progettazione, la vendita e la produzione di cavi ed accessori dedicati ad impianti petrolchimici e di estrazione, infrastrutture e piattaforme offshore;

attraverso la Società Prysmian PowerLink srl, il Gruppo produce – nello stabilimento di Arco Felice (NA) – cavi sottomarini, impiegati per la realizzazione dei più grandi collegamenti esistenti al mondo, mentre nell’ambito del business Telecomunicazioni, Prysmian Italia opera sul mercato italiano ed estero con una struttura dedicata, la società Fibre Ottiche Sud srl di Battipaglia (SA) è specializzata nella produzione di fibre ottiche;

si tratta, quindi, di una azienda ad alto contenuto tecnologico e con una consistente presenza in Italia, con fatturati in attivo e leadership nel settore riconosciuta a livello mondiale;

il 27 febbraio 2015 la società ha annunciato la propria volontà di chiudere lo stabilimento di Ascoli Piceno, che conta 120 lavoratori;

secondo quanto riportano fonti sindacali non ci sarebbero al momento margini di discussione con l’azienda in merito alla possibilità di evitare la chiusura, mentre qualche possibilità ci sarebbe in ordine alla gestione della fase di chiusura stessa. Graziano Bachetti della Rsu Cgil ha affermato, infatti, che “il capo del personale Gianluca Delle Piane ha fatto intendere che ci sarebbe potuta essere un’apertura sul

come gestire la chiusura, probabilmente nell’ottica di ricollocamenti o incentivazioni” (dichiarazione riportata  dal Corriere Adriatico del 1 marzo 2015);

sono immaginabili, anche nel caso più roseo della ricollocazione in altri stabilimenti, i gravi disagi che i 120 lavoratori dello stabilimento di Ascoli potrebbero dover affrontare a seguito della decisione della chiusura dello stabilimento. Si pensi soltanto all’ipotesi di trasferimento in altri stabilimenti situati a centinaia di chilometri di distanza dal luogo di residenza, che costringerebbe i lavoratori a riprogrammare la propria vita e quella delle proprie famiglie, sopportando ulteriori spese che contrarrebbero sensibilmente la loro disponibilità economica. Senza contare le ovvie ripercussioni economiche negative su un territorio già colpito significativamente da crisi industriali;

il Governo ha stanziato 430 milioni di euro per finanziamenti agevolati che il Ministero dello Sviluppo Economico concederà alle imprese del sud Italia che hanno partecipato ai bandi “Investimenti innovativi” e “Efficienza energetica” in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sono state oltre 1000 le imprese del Meridione che hanno presentato domanda di accesso ai due bandi aperti rispettivamente il 4 marzo 2014 ed il 29 aprile 2014, delle quali 856 potranno contare su agevolazioni sotto forma di finanziamento rimborsabile che andranno a coprire il 75% dei costi totali ammissibili dei programmi di investimento in innovazione tecnologica o per la riduzione del consumo di energia primaria, pari in tutto a 574 milioni di euro (dati MISE);

Sono state ottenute preoccupanti informazioni da fonti ministeriali secondo le quali “la Prysmian è risultata nei primi posti della speciale graduatoria del bando di 430 milioni per Efficienza e Innovazione alle imprese del sud Italia, l’azienda avrebbe così ottenuto un finanziamento di 40 milioni per l’ampliamento dello stabilimento di Giovinazzo, in Puglia” (dichiarazione riportata dal Corriere Adriatico del 3 marzo 2015); traendo, da ciò, la conclusione che la chiusura dello stabilimento di Ascoli sia riconducibile alla maggior convenienza nel produrre nel sud Italia a seguito del programma di incentivi citato;

alla Prysmian sarebbe stata concessa un’agevolazione di 32 milioni di euro di cui 13 a fondo perduto e 19 con finanziamento agevolato per gli stabilimenti di Arco Felice (Napoli), Battipaglia (Salerno), Pignataro Maggiore (Caserta) (fonte Corriere Adriatico del 3 marzo 2015);

se tale indiscrezione fosse confermata si porrebbe, con tutta evidenza, la necessità di inibire un utilizzo distorto di incentivi e agevolazioni – pur positivi – volti a stimolare la crescita in una area del Paese economicamente depressa -:

quali iniziative intende intraprendere il Ministro interrogato per salvaguardare lo stabilimento Prysmian di Ascoli;

se non ritenga opportuno convocare immediatamente un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico tra azienda, organizzazioni sindacali e rappresentanti delle istituzioni del territorio;

se è in grado di confermare la concessione di agevolazioni pubbliche per gli stabilimenti Prysmian situati nel sud Italia;

se non ritenga di intervenire, anche con iniziative di carattere legislativo, per correggere le possibili distorsioni che la concessione di incentivi può attivare, prevedendo – ad esempio – misure di  esclusione di incentivi e agevolazioni per realtà economiche multinazionali, in attivo e già operanti con successo nel nostro territorio nazionale.

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