Luciano Agostini presenta le due interrogazioni sul futuro dell’area carbon

Area-Sgl-Carbon Sono due le interrogazioni, rivolte ai ministri di Ambiente e Sviluppo economico, presentate da nove parlamentari in seguito ad incontri e discussioni utili per sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento così importante: “La bonifica del sito è la priorità”, è l’esordio di un combattivo Luciano Agostini, deputato del Pd, ”occorre rispettare il principio normativo del ‘chi inquina paga’, dato che l’inquinamento dell’area è un fatto accertato e riconosciuto”.

Oltre al tema dell’ambiente si valutano anche le possibilità occupazionali che potrebbero derivare da un corretto riutilizzo del sito: “Il polo tecnologico è l’unico modo per utilizzare l’area nell’ottica di uno sviluppo industriale ma devono esserci le condizioni per farlo”, è l’ammonizione di Agostini, “l’idea iniziale è stata stravolta nel nome della residenzialità, che da marginale è divenuta centrale”.

Il problema non è solo ambientale ma anche urbanistico: “Il Comune ha forzato la mano con il PRU, dato che stranamente il PRG non inquadra un’area così grande e fondamentale per il territorio, e la Provincia ha acquistato e ristrutturato solo Villa Tofani: per questo abbiamo chiesto un’ispezione al ministero, che ci sarà. Con il commissariamento dell’Ilva, una società privata, si è creato un
precedente: perché non si fa così anche qui?”.

Senza considerare la struttura societaria di Restart, messa duramente sotto accusa dal deputato: “Da una società di 40-50 imprenditori locali si è passati all’acquisizione del 60% di questa da parte di due proprietari, tra cui la Fondazione Carisap: nulla di illegale ma ungesto deplorevole dal punto di vista sociale e politico”, spiega Agostini, “la stessa Fondazione si riserva poi di nominare l’amministratore delegati di Restart, un modo per riaggregare i poteri forti ad Ascoli”.

osservatorequotidiano.it

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